Perché un uovo di Pasqua?
Perché la passione per questo lavoro è nata proprio da un uovo di Pasqua. Ho 4 anni ed a Pasqua, dopo aver scartato l’uovo, mio fratello ne conserva la carta argentata che lo ricopre e la appende ad un pannello nero. Ti piace? Mi chiede. Ed io estasiato da tutti quei riflessi gli rispondo di Si. Però ha un difetto, mi dice, qual è? Non è al centro. Rispondo io. E forse li si è creata la consapevolezza che la geometria e l’estetica sarebbero state il mio mondo.
Lei ha insegnato praticamente ovunque il graphic design, dal Politecnico di Milano alle scuole private Ma cos’è il graphic design?
Una domanda che mi fa sempre venire i brividi. La risposta non è universale anche se abbiamo tanto bisogno di una sintassi comune. In linea di massima il mondo della comunicazione visiva si può articolare in due immense aree. La pubblicità che si propone come strumento per facilitare la vendita di prodotti e servizi ed appunto il graphic design che pone le proprie radici nel grande razionalismo del Bahuaus e che risolve il complesso aspetto all’identità visiva.
Lei lavora ormai da qualche decennio, quali sono i suoi lavori preferiti?
Sono molto critico rispetto ai miei lavori. Ho grandi passioni per alcuni marchi, progettati anche 30 anni fa, alcuni poster, certamente per i programmi di immagine per i grandi clienti ma dove vedo completato il mio percorso professionale è nel design dei programmi di segnaletica. Ho recentemente completato il progetto dell’Ospedale di Niguarda. Un lavoro che è un mix di creatività. sensibilità tipografica, buon gusto, logica, pragmatismo. conoscenza di materiali. Un tipo di progetto veramente completo, la cui mission è di prendere per mano gli utenti e guidarli all’interno, poi sempre con delicatezza riportarli alle uscite.
E pensare che a 20 anni sono stato ricoverato a Niguarda ed il mio primo pensiero entrando è stato: Che bello sarebbe progettare tutta la segnaletica qui. Se puoi sognarlo, puoi farlo. Diceva Walt Disney







18 lug 2010
Attualità